Lui & Lei
Pareti fine e vicino scontroso
05.01.2026 |
1.995 |
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"Siamo uno nell’altra e lei mi viene incontro, muovendo il sedere, sodo, formoso, bianco come il latte..."
Una storia che parte da lontano. Ci conosciamo su una nota di app di incontri. La noto subito per le sue forme, morbide al punto giusto, e per le sue labbra fine ai lati e gonfie al centro, di un colore rosso naturale. Le scrivo, ed è come se ci conoscessimo da sempre.
L’inizio è calmo, d’altronde non è una di quelle app dove si cerca sesso facile…
Parliamo, ci cerchiamo e poi tra una battuta e l’altra vedo che si presta volentieri al gioco e vuole sapere di più di me, di gusti e passioni. La voglia di incontrarci cresce.
Ci scambiamo il numero e giochiamo per un po… al mattino mi sveglia con le sue foto. Un giorno, all’alba, ricevo uno scatto dove posa con un completino intimo scollato di pizzo nero. L’abito conteneva a fatica le sue forme esplosive. Le piace tentare. Un filo di pizzo nascondeva il capezzolo, morbido e turgido, circondato da una grande areola. Ti piace ? Mi chiede.
Non solo a me, rispondo.
Lei sa che la sua voce mi fa impazzire e mentre mi preparo per andare a lavoro, mi chiede di mostrarle di più. Inizia allora a raccontarmi della sua mano, che prima le accarezza i capelli - castani lunghi appena fino alle spalle - e poi scende stuzzicando il collo. Continua poi ad andare giù raggiungendo il seno. Li si trattiene, accarezzando le forme morbide che chiedono di uscire ad ogni costo.
Qui mi manda una foto e da quel momento quel seno diventa il mio sogno proibito.
Nel frattempo la mano scende ancora accarezzando l’inguine. Sposta la mutanda e, tenendo sempre il telefono al suo fianco, si accarezza, una, due, tre volte fino a quando colma di piacere stringe le gambe e il cuscino con la mano calda e bagnata del suo umore.
Poi via, ognuno per la sua giornata. Va avanti per un pò… e ogni tanto ci raccontiamo come la voglia di incontrarci sia troppa per resistere oltre. Ognuno ha i suoi dubbi. Lei pensa di non piacermi o che, all’improvviso, il nostro incontro deluda le aspettative create e le immaginazioni condivise. Io sono certo, invece, che un incontro confermerebbe le aspettative, perché conosco quell’intesa, rara nel suo essere, e riservata solo a chi si incontra senza un perché e condivide la scintilla che nasce spontaneamente e non chiede spiegazioni.
Ci vediamo al bar sotto casa sua, raccontandoci che è solo per un caffè. Non c’è imbarazzo, ridiamo subito e mi racconta del nuovo appartamento in affitto, contraddistinto da un vicino poco simpatico e da pareti finissime. Chissà perché tutte queste parole dedicate alla muratura mi chiedo. Mi fingo esperto in infissi e in arredamenti, a ripensarci rido ancora, mentre lei non nasconde le sue forme. Apre la giacca con la scusa del caldo e portando le braccia conserte sotto il seno mi mostra audace la sua voglia di uscirle.
Gioca con il bracciale sorseggiando ancora e, come colta da un impeto, mi invita ad entrare in casa. Superato il portone e il cortile padronale, una scala porta al mezzo piano verso due porte, quella a sinistra è la sua l’altra del simpatico vicino.
Girata la chiave nel chiavistello, e anticipate le scuse per il disordine come da rito, apre la porta sul salotto, dove subito noto di fronte a noi il divano in pelle con l’ampio bracciolo.
Ci sediamo e iniziamo a chiacchierare. Prendiamo da bere e ci stuzzichiamo un po. La voglia è tanta, le mani si sfiorano più volte e lo sento, stiamo per lasciarci andare. Poi, sul più bello, lei si alza e mi dice di aspettarla, giusto il tempo di andare in bagno.
Torna da me vestita con un gilet beige. lungo appena dopo i fianchi. Sotto calze nere avvolgono gambe affusolate e lunghe, ai piedi un tacco nero con la suola rossa.
Mi alzo, non diciamo niente, e la prendo per i fianchi. Ci baciamo mentre lei mi tocca i capelli e avvolge le mani intorno al mio collo. Poi sbottona il gilet. Sotto indossa quel completo intimo che mi aveva mandato in foto. Lo ha tenuto per me e la ringrazio ma non vedo l’ora di toglierlo. Mi dona il suo seno, finalmente lo assaporo e nel mentre scendo giù, oltre il ventre, dove trovo già un lago ad attendermi. Ci stacchiamo e così si gira, mentre ansima e mi chiede di tenerla per bene poggiando
il corpo sul bracciolo e lasciando una gamba aperta a terra ben distesa.
I pantaloni stanno esplodendo e toglierli è la più grande delle liberazioni.
Lei si gira di nuovo verso di me, guardando negli occhi si china e lo impugna decisa mentre con i denti morde le labbra carnose. Poi lo assaggia veloce, con la lingua ne coglie il calore e, una volta bagnato, mi dice di stenderla sul divano e prenderla adesso.
È un crescendo, il ritmo parte serrato, il fiato si accorcia, il caldo aumenta, lei ansima prendendo la mia mano e portandola alla bocca per non fare rumore, “il vicino, il vicino” dice. La tengo per i fianchi, poi raggiungo il seno mentre lei poggia su una mano al divano e con l’altra tiene la mia. Siamo uno nell’altra e lei mi viene incontro, muovendo il sedere, sodo, formoso, bianco come il latte. La nostra pelle incontrandosi suona all’unisono mentre i corpi scivolano sempre di più bagnati di passione.
É una corsa, lei ha la tosse per la voglia, mi dice di sì e io mi sforzo per dare il massimo, rincorrendo i colpi e cercando di coordinarmi con il suo muoversi irrequieto. Ci lasciamo andare, siamo presi e mentre lei geme forte io lo tiro fuori finendo sulla sua schiena e sul divano.
Sarà un pomeriggio di passione e di gioco fino a sera tardi con buona pace del vicino.
A voi la possibilità di scegliere se la storia raccontata sia successa davvero o se è solo il desiderio nascosto di una coppia che non si è mai incontrata…
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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